Valparaíso, 2018

Gabriele Terzuoli

Classe 1988, originario del levante ligure ma con base a Pisa. Ha sempre collezionato biglietti di sola andata, per un istinto incontentabile a evadere, tornare e di nuovo partire. Di fianco al suo letto, da quando piccolo scorreva le dita sulla pelle di un vecchio mappamondo, si alternano Chatwin e Conrad, Verne e Neruda, Terzani e Kapuścinski. Una buona parte di tempo, ancorché mai sufficiente, spesa a viaggiare o a progettare di farlo. Sempre più lontano, ogni volta con l’azzardo di un passo più in là. Uno sguardo sul mondo avido di nuovi angoli dai quali poterne meglio ammirare la grandezza. Indole riservata, che trova ristoro nei silenzi carichi di suggestioni delle lunghe tratte percorse in solitaria, e alla quale è congeniale la ponderata attesa di parole da riversare su carta, per fissare l’entusiasmo di quello sguardo e non rischiare di perderlo, tanto è vitale. Abituato dagli studi giurisprudenziali a distinguere generale e particolare, schema di legge e variabili del caso di specie, vede nel dialogo e nello scambio di opinioni il modo più efficace di conoscere e affrontare ciò che è nuovo, sebbene i deserti con le loro assenze gli risultino rinfrancanti e non tema i soffitti di stelle, gli imprevisti e il loro tocco speziato nella pietanza di un altro pezzo di mondo.

Isabella Michetti

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