Capillas de Mármol. Remote sfumature turchesi.

Le Capillas de Mármol, situate nella porzione centrale della Patagonia cilena, rappresentano uno dei monumenti naturali più remoti al mondo. Tra chilometri su strade sterrate e tragitti su laghi giganteschi, raggiungere questo santuario de la naturaleza è impresa affatto semplice.

Il Lago General Carrera, specchio d’acqua originato dai ghiacciai andini, divide equamente la sua superficie – 1.850 km2 – tra Cile e Argentina, più precisamente tra la regione cilena di Aysén e la provincia argentina di Santa Cruz, dove cambia nome in Lago Buenos AiresConosciuto dagli indios Tehuelche con l’appellativo di Chelenko per via dei venti turbolenti e delle tempeste che solcano le sue acque, nel 1959 il Congreso Nacional lo intitolò a José Miguel de la Carrera y Verdugo, generale e padre della patria, tra i maggiori protagonisti della guerra d’indipendenza contro la dominazione spagnola.

Le sponde del lago cominciarono a essere sfruttate intorno ai primi anni del XX secolo, cosa che ha favorito la formazione di insediamenti nelle aree in cui il microclima risultava essere più favorevole. Oggi lungo le coste proliferano alcuni villaggi, dai più estesi – per gli standard patagonici – come Chile Chico (4.700 ab.) e Los Antiguos (2.300 ab.) a piccoli agglomerati come Puerto Ibáñez e Puerto Guadal. Uno di questi, Puerto Río Tranquilo (415 ab.), sulla sponda occidentale del lago a 220 km a sud di Coyhaique, rappresenta il punto di partenza ideale per raggiungere una delle meraviglie celate dallo sterminato General Carrera: le Capillas de Mármol.

Puerto Río Tranquilo è un villaggio piuttosto isolato lungo il percorso della Carretera Austral. Fornito di pochissimi servizi – una locanda, alcune cabañas, un’osteria e un meccanico – e altrettante abitazioni disposte nello schema abituale delle quadras, dipende amministrativamente dal comune di Río Ibañez. L’entrata in città avviene dopo aver superato, sulla destra, una pista per fuoristrada – segnalata come X-728 – che conduce al vicino Glaciar Exploradores, ghiacciaio color turchese parte dei Campos de Hielos Norte, la terza formazione di ghiaccio più grande al mondo. La Ruta 7 percorre il breve lungolago del villaggio, dove si trovano alcune baracche adibite all’organizzazione di escursioni al ghiacciaio e sulle acque del bacino. Una gita in barca rappresenta l’unico modo per poter raggiungere le Capillas de Mármol, non essendo possibile arrivarci via terra.

I motoscafi partono dal piccolo molo situato a nord del lungolago e impiegano circa 40 minuti per raggiungere il sito, costeggiando la Puntilla El Mármol, sporgenza che costituisce il Santuario de la naturaleza Capilla de Mármol e che si trova nel punto d’incontro tra il braccio settentrionale del lago – in cui confluiscono le acque del Río Murta – e quello sud-occidentale, che alimenta il Lago Bertrand. Con il passare dei millenni le acque hanno eroso progressivamente le scarpate costiere di questa zona, scavando una serie di insenature e rientranze nella roccia calcarea e facendo affiorare un enorme deposito di marmo, databile al Paleozoico superiore e appartenente al substrato metamorfico della regione. Il volume totale del marmo presente è stimato in circa 5000 milioni di tonnellate, con un grado di carbonato di calcio pari al 94%. Sono due i settori principali in cui è possibile osservare questo fenomeno: il primo è formato dal gruppo di isolotti attorno all’isola Panichini – vicino a Puerto Sánchez, sulla sponda opposta del lago rispetto a Puerto Río Tranquilo – mentre l’altro, per molti aspetti più scenografico, racchiude nella Puntilla le formazioni minerali denominate Catedral de Mármol, Capilla de Mármol e Cuevas de Mármol.

La Catedral è un monumento vero e proprio, un isolotto roccioso alto circa 100 metri la cui sommità è ricoperta da vegetazione. Alberi e cespugli abbarbicati sulle pareti e sulla cima formano la capigliatura di questo colosso che, nonostante la stazza, sembra galleggiare placido nelle acque turchesi del lago. La sensazione di sospensione è data, soprattutto in fase di avvicinamento, dal fatto che la parte inferiore risulti letteralmente scavata dall’azione delle onde che hanno disegnato, nell’interno della Catedral, gallerie profonde e intricate. Stalattiti e sottili colonne di marmo screziato sembrano costituire, a primo impatto, una base troppo fragile e pericolante per sostenere l’enorme struttura superiore. Si tratta però di una falsa impressione che non tiene conto del fatto che la Catedral, come le altre formazioni delle Capillas de Mármol, scende per svariati metri sotto il livello dell’acqua poggiando solidamente sul fondale.

Le Cuevas – i tunnel erosi progressivamente sotto la Catedral – sono di dimensioni variabili, la maggior parte facilmente navigabili dalle imbarcazioni con le quali viene raggiunto il sito. La commistione di colori che riveste le caverne è incredibile: benché a predominare sia il bianco – indice della purezza del marmo di questi luoghi – è possibile riscontrare tonalità rosate, grigio, ambra, beige e soprattutto turchesi in screziature che sembrano colare dalle pareti. I raggi solari che penetrano nelle cavità creano giochi di luci e riflessi molto particolari, diversi a seconda dell’intensità del riverbero e dell’ora del giorno. Contribuiscono a creare quest’atmosfera anche le acque stesse del General Carrera, di un azzurro intenso e iridescente tipico della maggior parte dei laghi di origine glaciale e dovuto alla sedimentazione, sul fondale, dei minerali erosi durante il processo di formazione del bacino. La purezza dell’acqua qui è talmente elevata da poter essere bevuta in tranquillità.

Alla sinistra della Catedral si trova la Capilla de Mármol, formazione rocciosa di dimensioni più ridotte come il nome stesso suggerisce richiamando il rapporto, in termini di importanza e proporzioni, tra una cattedrale e una cappella. Dalla conformazione vagamente cuneiforme, presenta le medesime caratteristiche e particolarità della Catedral. Le gallerie scavate nel corso del millenni nella parte inferiore sono transitabili anche a piedi, con attenzione e tenendo conto delle maree che, a seconda del momento della giornata, le fanno affiorare o scomparire sott’acqua.

Le Capillas de Mármol e il Lago General Carrera (in particolare la sua parte cilena) costituiscono ancora oggi un habitat pressoché incontaminato, lontano dagli echi del turismo massivo e dello sfruttamento. Le lunghe distanze che lo separano dai grandi centri indirettamente lo preservano, facendolo divenire una meta appetibile – e affrontabile – soltanto per chi si avventura lungo il percorso della Carretera Austral. L’auspicio è che rimanga sempre così.

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