Carretera Austral. Da Puerto Montt a Puerto Guadal.

Tra i numerosi aggettivi che è possibile utilizzare per descrivere il percorso della Carretera Austral, “divertente” è senz’altro uno dei più azzeccati, a patto di disporre di un mezzo adeguato alla situazione. A dispetto dei dubbi antecedenti il viaggio circa la possibilità di noleggiare una berlina, il Suzuki Vitara si è rivelato una scelta azzeccata.

La strada, voluta nel 1976 dalla Junta militar de Gobierno di Augusto Pinochet per collegare le regioni del centro-nord alle estremità più remote del paese, è quasi completamente in ripio – sterrato – esclusi pochi tratti asfaltati di recente. La Carretera Austral inizia a Puerto Montt, città di 245.000 abitanti e capitale della X Región. Il suo “km 0” è in pieno centro cittadino, all’incrocio con Avenida Salvador Allende. Un crocevia trafficato di fronte al terminal degli autobus decorato a strisce bianche e blu, a pochi passi dal lungomare, che non lascia intuire di trovarsi all’inizio di una delle strade più selvagge del mondo. È sufficiente uscire dall’agglomerato urbano, costeggiando il lato settentrionale del Seno de Reloncaví, per assistere al mutamento del paesaggio: le case si fanno via via più rare lasciando il posto alla vegetazione e a un territorio brullo, sorta di aperitivo della genuina essenza patagonica.

Dopo circa 45 km, percorribili in poco più di un’ora, si raggiunge Caleta La Arena dove la Carretera Austral per la prima volta si interrompe, alla foce dell’Estuario Reloncaví che delimita, a nord, l’estremità meridionale del Parque Nacional Alerce Andino. La strada termina direttamente nelle acque del Seno. Qui un transbordador traghetta uomini e mezzi a Caleta Puelche, sulla parte opposta dell’Estuario, da dove è possibile riprendere il percorso via terra. La traversata dura circa 45 minuti e il colpo d’occhio dal ponte della motonave è emozionante, specie al tramonto. La sensazione di trovarsi fuori dal mondo inizia ad avvertirsi in modo distinto.

A Caleta Puelche inizia il ripio, primo dei numerosi tratti non asfaltati della Carretera. Occorre circa un’ora e mezza per percorrere, adagio, i 62 chilometri che separano il molo dalla cittadina di Hornopirén (1.250 abitanti), capoluogo del comune di Hualaihué che sorge alle pendici dell’omonimo vulcano il cui nome, in lingua Mapuche, significa “corno di neve”. Una rapida occhiata alla sommità imbiancata ne chiarisce subito il significato. Alcune cabañas e un paio di stazioni di rifornimento rappresentano le uniche attrattive pratiche del piccolo centro urbano, mentre sul piano turistico e naturalistico suscita interesse il vicino Parque Nacional Hornopirén, area naturale protetta di 48232 ettari incastonata a ridosso della cordigliera delle Ande. A circa 30 km dal centro cittadino si trova il molo di Hualaihué Puerto, punto di partenza dei transbordadores diretti a Caleta Gonzalo.

I cargo impiegano poco meno di 5 ore per percorrere i 110 km che separano le due estremità di questa porzione marittima della Carretera Austral. Le sagome dei vulcani Hornopirén e Yates accompagnano, a poppa, il tratto iniziale della traversata assieme ai contorni della Cordillera Patagònica, presenza costante lungo tutta la durata del viaggio verso sud. La nave, inoltrandosi nel Golfo De Ancud, costeggia il profilo occidentale della peninsula de Huequi, per poi addentrarsi nel Fiordo Reñihue. Durante la navigazione è possibile osservare numerosi esemplari della fauna tipica dell’arcipelago di Chiloé e delle isole del sud: cormorani, albatros, oche di Magellano e, più rare, balenottere azzurre che si spingono nel Golfo Corcovado in cerca di cibo. 

Caleta Gonzalo, originariamente accampamento del Cuerpo Militar del Trabajo durante la costruzione della Carretera Austral, è oggi punto di interesse turistico per l’organizzazione di escursioni al vicino Parque nacional Pumalín e lungo i fiordi circostanti. Il percorso della Ruta 7, qui particolarmente insidioso e sconnesso, attraversa una foresta lussureggiante ricca di felci alle pendici del vulcano Michinmahuida costeggiando, sulla sinistra, l’Estero Gonzalo, torrente che si tuffa nelle acque del bacino artificiale Rio Negro. Pochi chilometri più avanti si trova invece il Lago Rio Blanco, alimentato dalle acque dell’omonimo fiume, sino ad arrivare alla cittadina di Chaitén, situata al km 163 della Carretera, 60 km a sud di Caleta Gonzalo.

La capitale della provincia di Palena, fondata nel 1933, è il primo insediamento di una certa rilevanza per dimensioni, servizi e popolazione (4.200 abitanti). Affacciata sul Golfo Corcovado dista una decina di chilometri dal Volcán Chaitén, un cratere attivo che la distrusse per buona parte nel maggio del 2008 a seguito di un’eruzione. Negli anni successivi la porzione scampata al disastro, sviluppata secondo lo schema tradizionale delle quadras, ha iniziato a espandersi verso nord, diventando meta turistica con una discreta offerta di alberghi, campeggi e ristoranti. Il piccolo aeroporto immediatamente a sud del centro urbano (codice IATA: WCH) offre collegamenti giornalieri con Puerto Montt, mentre dal porto salpano traghetti diretti a Puerto Montt e all’arcipelago di Chiloé. Suggestiva la spiaggia, per la presenza di numerosi relitti e imbarcazioni in secca, dove si possono osservare i residui dell’attività vulcanica.

Proseguendo lungo la Ruta 7, subito a sud di Chaitén si trova il Parque Nacional Pumalìn, di cui la Carretera Austral costeggia la parte meridionale. Nato da un progetto del californiano Douglas Tompkins, fondatore di The North Face, che nel 1991 acquistò 17.000 ettari di foresta vergine (in seguito estesi a 300.000), il parco ospita al suo interno diversi sentieri escursionistici e una foresta pluviale dalla flora ricchissima, con numerose specie endemiche, tra cui alcuni degli ultimi esemplari di Fitzroya cupressoides, cipresso della Patagonia (localmente chiamato Alerce).

Occorrono circa 40 minuti per percorrere i 45 km di ripio che separano Chaitén da Puerto Càrdenas, minuscola frazione collocata sulla foce del Rio Grande, che in questo punto prende il nome di Rio Yelcho poiché sfocia dall’omonimo lago. Bacino di origine glaciale che si estende per 110 kmq, il Lago Yelcho è alimentato dal Rio Futaleufù, la cui foce si trova nei pressi della cittadina di Puerto Ramirez, a est della Carretera Austral sulla Ruta 235. Frequentata soprattutto da pescatori, Puerto Càrdenas costituisce il punto di partenza ideale per escursioni in barca nelle acque smeraldine del lago.

Attraversato il ponte sul Rio Yelcho la Carretera Austral costeggia, sulla destra, il Parque Nacional Corcovado – area naturale protetta di 2940 kmq – per circa 70 km lungo la Cuesta Moraga Norte, dove si trova il valico più alto di tutta la Ruta 7 (650 m slm). Pochi chilometri più avanti nei pressi di Villa Vanguardia, alla confluenza dei fiumi Palena e Frio, si trova il confine tra la X Región e la XI, la Región de Aysén del General Carlos Ibáñez del Campo. Qui la strada attraversa alcuni chilometri di fitta foresta pluviale fino ad arrivare al villaggio di La Junta (1.100 abitanti), fondato da coloni arrivati dall’isola di Chiloé, al km 384. Punto di accesso alla Reserva Nacional Lago Rosselot, da qui è possibile raggiungere il bacino tramite una pista (segnata come X-13), deviando a sinistra poco prima di entrare nel centro urbano. Affrontare il percorso con un mezzo che non sia un fuoristrada è caldamente sconsigliato.

45 chilometri, stavolta di buona strada asfaltata, separano La Junta da Puerto Puyuhuapi (540 abitanti), piccolo villaggio fondato da coloni giunti dai Sudeti all’estremo nord del fiordo Seno Ventisquero, tra la costa pacifica e le vette innevate del Parque Nacional Queulat. Dotato di una pista d’atterraggio in terra battuta, un piccolo molo turistico – da cui è possibile prendere un traghetto per raggiungere la vicina zona termale – e una fabbrica di tappeti artigianali, conserva tracce di architettura tedesca in alcuni edifici, che tradiscono le origini dei padri fondatori. Una decina di chilometri oltre il centro abitato si trova la deviazione per il rifugio del guardiaparco, da cui partono gli unici tre sentieri che si inoltrano nell’incontaminato Parque Queulat, formato da montagne ricoperte da una fitta boscaglia, in gran parte ancora inesplorate.

Proseguendo verso sud, la Carretera Austral costeggia il mare all’altezza del fiordo dove sbocca il Rio Queulat fino a raggiungere, tra ripio e buche, la deviazione per Puerto Cisnes. È possibile ammirare, sullo sfondo del paesaggio, il Cerro Elefante (1.612 m s.l.m.), massiccio la cui sommità risulta quasi costantemente innevata e che costituisce un’emblematica fotografia della Patagonia settentrionale. Oltrepassata la cittadina di Villa Amengual e il bivio che porta al valico di frontiera argentino Paso Appaleg, si entra nella Reserva Nacional Lago Las Torres. Istituita nel 1982 ed estesa su 16.516 ettari di superficie, prende il nome dallo specchio d’acqua situato nel suo versante occidentale, sovrastato dai monti Las Torres e Pinchacho e alimentato dal Rio Travieso, un affluente del Rio Cisnes. La Ruta 7 taglia la riserva nel versante nord, attraversando il lago, per poi costeggiarla ed entrare nella pianura di Campo Grande e, successivamente, nella vallata del Rio Mañihuales in cui sorge l’omonima Reserva Nacional Mañihualesdi dimensioni contenute, popolata da branchi di huemul.

73 km separano Villa Maninguales, centro della riserva, dalla città di Coyhaique. 10 km prima del centro cittadino si trova il bivio per Puerto Chacabuco – da cui partono le escursioni marittime dirette alla Laguna San Rafael e alle Termas del Chilconal – e Puerto Aysén, lungo la Ruta 240. Coyhaique, capitale della provincia omonima e dell’XI Regiòn, ha i tratti di una vera e propria città, caso unico per quanto riguarda gli insediamenti successivi a Puerto Montt lungo la Carretera Austral. Con una popolazione di 57.830 abitanti, vi si trovano negozi di marchi famosi, centri commerciali, un museo, alberghi, un aeroporto – Aeródromo Teniente Vidal (codice IATA: GXQ) – e una discreta quantità di traffico lungo le strade asfaltate del centro. Fondamentale per lo sviluppo del luogo è stata la vicinanza con due passi di frontiera argentini, Paso Coiaique e Paso El Triana. La sua Plaza de Armas, la piazza principale, presenta una particolarità nella forma, pentagonale, a differenza di quelle degli altri centri abitati delle regioni australi che seguono invece la scelta geometrica delle quadras. Altra particolarità, questa volta di carattere naturalistico, è rappresentata dalla Piedra del Indio, una formazione rocciosa appena fuori città. Dal belvedere – raggiungibile agevolmente attraverso un sentiero a ovest del centro urbano – si scorge una roccia le cui fattezze ricordano i tratti pronunciati del volto di un nativo. Proseguendo invece verso est, lungo la strada che porta a Coyhaique Alto, si raggiunge il Monumento Natural Dos Lagunas, un’area protetta adibita alla protezione dell’avifauna locale che consente semplici escursioni.

Superato il curioso Monumento al Mate posto all’uscita della città, la Carretera Austral prosegue per 55 km lungo la valle del Rio Simpson per poi entrane nel Parque Nacional Cerro Castillo, dove costeggia un tratto del Rio Blanco e si snoda attraverso le montagne della Cordillera Castillo, fino a valicare il Portezuelo Ibañez (1.100 m s.l.m.).  Il panorama circostante, dominato dalle vette – oltre 2.500 m s.l.m. – dei monti Peñon e Castillo, regala una netta sensazione di alta montagna e la possibilità di ammirare, con un po’ di fortuna, gli ormai rari condor che popolano queste zone. Scendendo i tornanti della Cuesta del Diablo si raggiunge la valle del Rio Ibañez e l’insediamento di Viila Cerro Castillo. Poco oltre, una pista per fuoristrada permette di raggiungere tre laghi posti a poca distanza l’uno dall’altro: il Lago Verde, il Lago Alto e il più esteso Lago Lapparent.

Un centinaio di chilometri di pista tra boschi e foreste, prima costeggiando il Rio Ibañez poi il Rio Murta, permettono di raggiungere l’insediamento di Puerto Río Tranquilo (415 abitanti), affacciato sulla costa del Lago General Carrera. Gli ultimi chilometri di tornanti prima di raggiungere il centro abitato si snodano lungo un crinale a strapiombo che permette di ammirare l’immensità dello specchio d’acqua, contornato dalle cime andine e diviso tra Cile e Argentina, regalando scorci mozzafiato. Dotato di una scarsissima varietà di servizi – vi si trovano solo alcune cabañas, un distributore di benzina e un paio di luoghi di ristoro – Puerto Rio Tranquilo rappresenta però il punto di partenza perfetto per escursioni a luoghi di interesse particolarmente rilevanti. Tramite la pista X-728, il cui bivio con la Carretera si trova pochi metri prima dell’ingresso in paese, è possibile percorrere in circa due ore i 50 km che lo separano dal Glaciar Exploradores, che forma la parte nord-est dei Campos de Hielos Norte e discende dal Cerro San Valentin, il più alto della Patagonia con i suoi 4.058 m s.l.m. Inserito nel Parque Nacional Laguna San Rafael, il ghiacciaio è percorribile a piedi. Muniti di ramponi e accompagnati da una guida locale è possibile calarsi e passeggiare all’interno delle enormi cavità sotterranee scolpite, nei millenni, dallo scorrere dell’acqua. Altro luogo di interesse è rappresentato dalle Capillas de Mármol, enormi formazioni di roccia calcarea situate a sud dell’insediamento di fronte all’Isla Macias, nel lago General Carrera. Escursioni in barca partono dal molo, con frequenza diversificata a seconda delle stagioni, e consentono di entrare nelle cavità color turchese e smeraldo della Catedral, vero e proprio monumento naturale anche in questo caso scavato dall’azione delle acque.

Da Puerto Rio Tranquilo, attraversato un ponte sospeso sul canale che unisce il Lago General Carrera al Lago Bertrand, la Carretera Austral prosegue per 50 km fino all’incrocio Cruce El Maitén: a destra il suo percorso continua per ulteriori 311 km fino a Villa O’Higgins, girando a sinistra invece ci si immette nella Ruta 265 che, superato l’insediamento di Puerto Guadal, termina dopo 130 km a Chile Chico, città sul confine argentino oltre la quale, attraversato il valico di frontiera Río Jeinemeni, si trova la cittadina di Los Antiguos.

 

Considerazioni finali

Tralasciando l’iconicità del percorso di cui è stato stato scritto e detto tantissimo, sicuramente tra i più famosi e conosciuti al mondo, la Carretera Austral resta un tragitto impegnativo per gli ambienti in cui si snoda e le condizioni della strada, con alcuni punti al limite della percorribilità specialmente durante il periodo invernale. Un mezzo di trasporto adatto è secondo me indispensabile e la scelta non può che ricadere su un 4×4 dotato di marce ridotte, in grado di togliervi d’impiccio agevolmente da situazioni difficili quali impantanamenti, buche e sterrato duro. Consiglio inoltre di effettuare il pieno di carburante a ogni sosta, date le lunghe distanze tra una località e l’altra e di predisporre un piano di viaggio minimo, per evitare di rimanere fermi in luoghi dove il passaggio di persone è piuttosto raro. Avere a bordo una tanica supplementare di carburante può essere, in questo senso, un’ottima precauzione, cosi come delle scorte di cibo e acqua. Necessaria è anche una buona dose di manualità, non è infrequente infatti dover sostituire una gomma forata o riassestare con della corda un paraurti rotto a causa delle vibrazioni. Tenute presenti queste accortezze, la Ruta 7 è in grado di regalare al viaggiatore sensazioni impagabili in ogni suo tratto, scorci e paesaggi mozzafiato attraverso foreste, laghi, tragitti fluviali e passi montani in costante compagnia della natura dominante, issandosi a pieno titolo come uno dei tragitti da percorrere almeno una volta nella vita.

Leave a reply:

Your email address will not be published.

Site Footer