Porto. La Ribeira, architetture rivierasche.

La Ribeira, ex quartiere popolare di Porto patrimonio dell’umanità Unesco, costituisce uno dei luoghi più affascinanti della Capital Do Norte.

La conformazione del territorio su cui si trova rende Porto una città in pendenza, da scendere o da risalire a seconda della direzione in cui la si percorre. La sua parte bassa, lungo il tratto finale del fiume Douro che pochi chilometri più avanti sfocia nell’oceano Atlantico, è chiamata Ribeira, un nugolo di cunicoli che si diramano sotto il Terreiro – il complesso della , la cattedrale cittadina – tra stradine acciottolate, palazzi popolari in stato di abbandono e panni, un’enorme quantità di panni multicolori stesi ad asciugare alle finestre.

Procedendo in discesa si raggiunge la Ribeirinha, lungofiume del quartiere Ribeira, che come tutto il centro storico è patrimonio dell’umanità. É impossibile non soffermarsi sulla varietà di colori delle abitazioni che, addossate l’una sull’altra, costeggiano questo lato del fiume. Il susseguirsi di giallo, rosa, grigio, amaranto nelle varie sfumature pastello ricorda, in un certo qual modo, alcuni scorci dei paesaggi costieri liguri. I porticati ospitano, uno di seguito l’altro, bar e ristoranti in una vera atmosfera rivierasca, come il nome del quartiere suggerisce.

Un discreto numero di barche, almeno una ventina, sostano lungo il fiume. A eccezione di qualche motoscafo, si tratta perlopiù di barcos rabelos, tradizionali imbarcazioni in legno strettamente collegate con la produzione del vino più famoso di questa regione. Per secoli i rabelos, veri e propri taxi di fiume, hanno costituito il mezzo più veloce per trasportare persone e merci, comprese le botti di vinho, lungo la valle del Douro. Oggi la loro presenza è semplicemente scenografica, appartengono tutte alle cantine e alle aziende vinicole di Vila Nova De Gaia, sul lato sud di fronte alla Ribeira. Ma la foggia estremamente particolare, con i tiranti di corda che corrono lungo tutta la struttura fino all’albero su cui è issata una piccola vela quadrata, il lungo remo a poppa, simile a quello utilizzato per manovrare le gondole e le botti – vuote – adagiate nello scafo, contribuiscono a creare quell’aspetto pittoresco e dolcemente malinconico che caratterizza il quartiere. Un luogo dove il tempo sembra scorrere più lentamente, adattandosi in modo spontaneo al fiume e allo scorrere calmo delle sue acque. Soltanto per qualche secondo, l’idillio di colori e luci viene rotto dal passaggio della metrotranvia, che scorre sulla parte superiore del capolavoro architettonico che attraversa il fiume e collega Porto a Vila Nova, il doppio ponte ad arco Dom Luis I.

Progetto audace nell’idea prima che nella realizzazione, inaugurato nel 1886 e progettato da Théophile Seyrig, allievo del più famoso Gustave Eiffel. Le influenze si notano subito: la struttura in ferro, escogitata sia per motivi estetici sia per ridurre le sollecitazioni del vento, riprende la travatura a maglie triangolari pensata da Eiffel durante la progettazione della torre parigina, monumento simbolo della rivoluzione industriale. Non è un caso che il Dom Luis I sia diventato uno dei principali simboli della Capital do norte, polo economico e commerciale del Portogallo. Le sue linee, avveniristiche rispetto al panorama circostante, non ne minano però la visione d’insieme, contribuendo a creare un connubio tra tradizione e modernità che rende la Ribeirinha un luogo ancor più pittoresco.

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